RASSEGNA STAMPA

sabato 12 settembre 2009 19.38

 Messaggio inviato all’Organizzazione da Marco Pastonesi, giornalista de “La Gazzetta dello Sport”.

 Dal blog "pane e gazzetta"

 

 Strade minate, ponti saltati, città bombardate. Posti di blocco, non di rifornimento. Nel 1943 e nel 1944. Lui, intanto, pedalava. Toscana e Umbria, su e giù, avanti e indietro. Diceva di allenarsi. Lo fermavano, lo controllavano, lo conoscevano, lo lasciavano passare. Era Gino Bartali.
Aveva accettato un incarico importante. Ma ne valeva la pena, il pericolo, il rischio. Trasportare documenti per consentire agli ebrei rifugiati nei conventi francescani di Assisi di scampare alla deportazione. Un tipografo di Assisi, Tinto Brizi, stampava le carte d'identità. Bartali nascondeva le nascondeva nella canna, o forse nel manubrio della bicicletta, e le portava a Firenze, dove un gruppo di giovani raccolti attorno alla Lef, la Libreria editrice di piazza San Marco, apponeva timbri e firme false. Poi Bartali ripartiva per Assisi, sempre in bici, sempre con i documenti nascosti nel telaio della bici. Si racconta che in alcune circostanze avesse portato anche viveri, o messaggi. "Si calcola che con quei lasciapassare centinaia di ebrei sfuggirono ai campi di sterminio. Tra il settembre del '43 e il giugno del '44 il grande campione fece almeno una trentina di viaggi in ogni direzione" ("La bicicletta nella Resistenza" di Franco Giannantoni e Ibio Paolucci).
Un giorno fu sospettato, fermato, condotto a Villa Triste, a Milano, interrogato dal capo delle camicie nere fiorentine. Si chiamava Pietro Carità, cognome che suona come una beffa per un torturatore. "Porto solo farina e zucchero», sostenne Bartali. Si salvò. Anni dopo, quando la vicenda fu svelata, Bartali cercò di minimizzare: "L'ho fatto per coscienza e come cattolico". E aggiunse: "Se faccio un favore, non voglio che si sappia".
Le buone azioni non hanno pubblicità. Ma dovrebbero averla. Eccola: l’iniziativa è partita da Ivo Faltoni, per quasi mezzo secolo vicino al grande Gino, il 17 giugno 2008 con la posa della stele con l’effige in bronzo di Gino Bartali alla Stazione Ferroviaria di Terontola. Oggi, il “G.S. Faiv Valdichiana 1954”, fondato e presieduto da Ivo Faltoni,  la Fondazione Gino Bartali e il Veloclub Santa Maria degli Angeli Coinal di Assisi organizzano il primo ciclopellegrinaggio Terontola-Assisi per ricordare "Gino Bartali postino per la pace". Domani, 13 settembre: 73 km, ritrovo alle 7 al Centro sociale di Terontola, saluti alle 8 alla stazione ferroviaria, partenza alle 8.30, arrivo in piazza San Francesco ad Assisi verso le 11.30, trasferimento allo stadio per doccia e pranzo. Centocinquanta iscritti, fra cui Fabrizio Ravanelli, che dal calcio (Perugia, Juventus, Middlesbrough, Lazio...) si è convertito al ciclismo, e Padre Raffaele, che dalla religione cattolica (Centro spirituale del ciclismo, Convento di Santa Lucia alla Castellina, Sesto Fiorentino) si sta convertendo a quella della bicicletta. O almeno sta cercando di conciliarla.

 

Corriere dell'Umbria

30 maggio 2010

L'Etruria

31 agosto 2010

Nuovo Corriere Aretino

1 settembre 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CST Informa

Agosto 2010

Nuovo Corriere Firenze

9 settembre 2010

La Nazione Umbria

1 settembre 2010